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Palloni pesanti intrisi di terriccio, nervi tesi, grinta, fratellanza, odio, botte, risate, malinconia, un futuro che può aspettare, un futuro che arriva, la storia di 11 ragazzi che diventa un’affrescod’epoca, una leggenda, quasi un racconto mitologico.

Così, da bambino, vivevo i racconti di mio padre sulla sua squadra di calcio: le Furie Rosse e mi brillavano gli occhi ad ascoltarlo. ascoltavo per ore i racconti delle gesta eroiche del grande zio Charly che  si oppose ad una bordata dell’attaccante avversario direttamente con l’occhio sinistro rischiando di perderlo sul cerchio di centrocampo o di Paolo Genzano che”…era forte come uno vero….” e poi Alessandro che correva per venti oppure Nardozi in porta o Carlone che portava l’acqua minerale e Ciro, l’ala destra,  che sbagliava i cross tutte le volte e, per un incredibile scherzo della fisica, riusciva sempre a segnare e a dare vita agli ormai epici “Cross alla Melillo”.

Ed io ero piccolo e pensavo, questi sono un gruppo, questi sono una cosa sola, questi sono eroi, eterni, belli, forti, immortali.

Ciro,con la sua partenza repentina, ruvida, immotivata, ha asciato un vuoto nel mio cuore che difficilmente riuscirò a riempire con il tempo. Era uno dei miei zii preferiti, una guida, un esempio, uno dei  miti della mia infanzia.

Quando l’ho visto per l’ultima volta mi parlava, come sempre, di sogni, cose che si sarebbero potute fare e non sono mai state fatte per accidia, rigidità, stupidità. Era alla costante ricerca dell’emozione, del portare un ricordo bello nel presente, del ricondurre tutto il passato ribelle, divertente, pazzo e travolgente della sua gioventù  nel proprio oggi, come a passare un colpo di spugna, come a dire “ma in fondo siamo sempre noi, non è successo niente, siamo ancora tutti qui.”

Ecco io credo che Ciro con le sue grandi e forti ali da lassù possa essere felice nel rivedere la sua vecchia squadra di calcio almeno per qualche secondo su quello stesso campo, con quelle magliette e quella furia negli occhi, quell’ardore impudente, quella voglia animale e primordiale di vincere e spaccare tutta questa vita che si è messa in mezzo, quella gioa di correre verso l’are ed aspettare un tuo cross che, come sempre, sbaglierai anche stavolta.

Le Furie Rosse stanno arrivando, ed  anche stavolta non sarà facile arginarle.

Andrea.