Prosegue con successo il piano di registrazione home made del mio nuovo album.
Sto facendo in questi giorni quella che si chiama, in gergo musicale, pre-produzione ossia una bozza di quello che sarà il risultato finale.
Si appoggiano le prime armonie, abbozzi di testo, prove di struttura, insomma è una fase del lavoro preparatoria ma di estrema importanza per la solidità e l’intellegibilità di quello che sarà un futuro disco.
Sto ragionando molto anche sui colori da dare a questo lavoro. Penso che farò una copertina molto semplice, uno stile piuttosto formale e neutro ma allo stesso tempo elegante ed invitante. Una buna copertina, a mio avviso, deve essere scarna perché il suo scopo è quello di invitare all’ascolto e non di soffermarsi su di essa.
Questo, credo, valga anche per le canzoni stesse. Non si può fare un disco con 15 singoli, è impossibile ed anche controproducente. L’esempio ce lo abbiamo sotto agli occhi tutti i giorni. Noi non facciamo sempre cose intellettualmente impegnative, non usiamo sempre un lessico impeccabile, non esercitiamo la nostra mente in atti di prolungata concentrazione su questo o quel libro o film ma alterniamo tutto questo (o almeno spero) con altre attività “minori”: mettersi le dita nel naso, dire parolacce, essere superficiali, disinteressarsi volutamente ad un discorso, fare dei rotti spaventosi con i tui amici del cuore in pieno centro alle 3 del mattino. Ecco io penso che anche un buon disco debba essere così. Tanti elementi importanti e forti, in un qualsiasi lavoro artistico, non funzionano mai bene insieme perché portano a distrarsi a non sapere a cosa rivolgere l’attenzione.ed fondamentale che vi siano degli snodi “funzionali” di contenuto ed importanza neutrale che traghettino l’ascoltatore verso aree d’ascolto più impegnative. In poche parole, tutti questi ragionamenti, mi hanno spinto ad elaborare uno scheletro della track-list ideale:
1 – Pezzone rock: il singolo per eccellenza, abbondanza di refrain, riffs a profusione, intellegibilità a prova di spettatore storico del “Grande Fratello”;
2- Brano di scarico sull’amicizia vera: abbiamo appena sentito un pezzone quindi alleggeriamo la vita al povero ascoltatore con una canzone armonicamente prudente e scorrevole;
3- Brano spiazzante contro lo sterminio dei capodogli: stupiamo l’ingenuo ascoltatore che pensa …”ah vabbè, il solito disco con un singolo e basta…” con un brano ombroso con una struttura insolita ma intenso;
4- Brano ironico frizzante sul tuo cane: è giunto il momento di un fast, rigorosamente in minore per scuotere le viscere dell’ascoltatore. Potete fare anche il verso della bestia in questione, vi renderà molto simpatici;
5- Pezzone lentissimo di stampo politico: stavolta ecco un singolo sociale con testo provocatorio al limite della denuncia, portiamo l’ascoltatore dalla nostra parte;
6 Brano di sperimentazione laica e snob su un tuo amico bisessuale: oramai l’ascoltatore è nelle nostre mani, possiamo farne ciò che vogliamo. Propiniamogli ad esempio un brano in 3 /4 swing con un ritornello totalmente immotivato in 7/8. Non ci capirà un cazzo ma dirà che ” sto pezzo è ‘n viaggio…”;
7 Brano di scarico: (v.s);
8 Pezzone romantico sul dolore dell’abbandono: buttiamola sul sentimentale e frantumiamo definitivamente l’emotività del nostro ascoltatore usando una serie di cliché triti e ritriti sui ricordi, gli amori perduti e le nostalgie Noi saremo dei vigliacchi, lui sarà sotto trance;
9 Brano latin provocante che parla di un rapporto sessuale tra due sconosciuti al mercato: è questo il posto per un un’ ubriacante salsa dal sapore di rivalsa. Conduciamo il nostro ascoltatore verso un riscatto amoroso e lui ce ne sarà grato;
10 Brano- verità acustico (dopo tutto questo apriamo la nostra intimità con un brano chitarra e voce rotta dall’emozione e raccontiamo le cose più tenere e nascoste di noi. L’ascoltatore è già sotto casa nostra)
Seguite, se volete, queste indicazioni…
A presto
